Trasferimento d’azienda in crisi: salvaguardare sempre i livelli occupazionali

A Gennaio di quest’anno è stato emanato il nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (d.lgs. 14/2019) che interviene, fra le altre cose, sulla disciplina del trasferimento di azienda (o ramo d’azienda) in crisi.

La normativa in materia prevede la totale continuità del rapporto di lavoro e dei diritti acquisiti dei rapporti di lavoro, in caso di semplice “trasferimento d’azienda” (art. 2112 del Codice Civile). Allo stesso tempo, era prevista una deroga in caso di trasferimento di un’azienda in crisi.

Rispetto a quest’ultimo caso (azienda in crisi), il Codice dedica uno dei più rilevanti interventi giuslavoristici.

Anzitutto, la prima modifica riguarda i soggetti che devono attivare la procedura preventiva sindacale: non più soltanto il cedente e il cessionario, ma anche chi intenda avanzare proposta di acquisto dell’azienda o proposta di concordato preventivo in via concorrente con l’imprenditore.

Le restanti modifiche riguardano due distinte operazioni di trasferimento (con o senza continuità dell’attività aziendale):

1. Nel caso in cui il trasferimento riguardi aziende in concordato preventivo con continuità, anche indiretta, dell’attività – oppure aziende interessate da accordi di ristrutturazione dei debiti non a carattere liquidatorio o in amministrazione straordinaria con continuazione dell’attività: il nuovo Codice stabilisce ora che gli accordi sindacali raggiunti in tale ambito possono derogare all’articolo 2112 del Codice civile (e, cioè, al principio di continuità dei rapporti di lavoro) solo con riferimento alle “condizioni di lavoro” dei dipendenti coinvolti (anzianità o trattamenti retributivi).

In tal modo si supera la precedente formulazione che, invece, pareva ammettere la legittimità di accordi sindacali incidenti anche sui livelli occupazionali.

2. Qualora il trasferimento riguardi imprese sottoposte a liquidazione giudiziale (o a concordato preventivo liquidatorio, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria), senza continuazione dell’attività: il nuovo Codice prevede, in questa ipotesi, la possibilità di deroga all’articolo 2112 anche con riferimento alla continuità dei rapporti di lavoro, che possono, quindi, essere risolti sia a fronte di accordi in sede sindacale che con accordi individuali di risoluzione incentivata.

 

Un’espressa disciplina è dedicata dal Codice alla sorte del Tfr in queste ipotesi di trasferimento d’azienda investita da crisi “profonda”: il lavoratore trasferito potrà chiedere l’intervento del Fondo di garanzia Inps per il recupero in misura integrale del Tfr e delle ultime tre mensilità maturati presso il cedente.