Sicurezza dei dipendenti pubblici: formazione da remoto in alternativa al collocamento in esenzione

Uno dei punti maggiormente innovativi che caratterizzano il protocollo sottoscritto lo scorso 3 aprile tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali riguarda la formazione da remoto la quale deve essere utilizzata, in alternativa e prima del collocamento in esenzione, per i dipendenti pubblici non impegnati nel lavoro agile, non utilizzati nello svolgimento di attività indifferibili che richiedono la presenza negli uffici e che hanno utilizzato tutte le ferie pregresse, i riposi compensativi, la banca delle ore ed i congedi previsti dalla normativa e dai contratti.

Tale protocollo al punto 5) stabilisce, infatti, che:

"in linea con quanto recato dalla richiamata circolare n. 2/2020, qualora non sia possibile ricorrere alle forme di lavoro agile, le amministrazioni, fermo restando l’eventuale ricorso alle ferie pregresse maturate fino al 31 dicembre 2019, ai congedi o ad analoghi istituti qualora previsti dai CCNL vigenti, nonché, ove richiesto dai dipendenti, dei congedi parentali straordinari previsti a garanzia delle cure genitoriali da prestare, possono ricorrere, nelle modalità previste dai vigenti CCNL, al collocamento in attività di formazione in remoto utilizzando pacchetti formativi individuati dal datore di lavoro. Le amministrazioni ricorrono motivatamente all’esenzione dal servizio così come previsto dall’articolo 87, comma 3, del decreto legge n. 18/2020, al fine di salvaguardare la retribuzione complessiva di quei lavoratori costretti ad assentarsi per evenienze strettamente correlate all’eccezionalità della pandemia da Covid-19". Questa possibilità si deve ritenere preventiva al collocamento in esenzione dal lavoro.

Con tale scelta si intende valorizzare la formazione, utilizzando questo periodo in cui le attività delle Pa sono rallentate per migliorare la qualificazione e l'aggiornamento di molti dipendenti.

Il protocollo risulta pienamente coerente, anche per le specifiche dichiarazioni di principio, con le indicazioni fornite dalla Funzione pubblica anche con la circolare n. 2/2020.

Il protocollo chiarisce anche altri due importanti aspetti.

1) la fruizione dei congedi parentali per i dipendenti non impegnati in lavoro agile non può essere imposto;

2) i soggetti che hanno permessi per l'assistenza a più congiunti disabili, nonché che sono essi disabili ed assistono congiunti che si trovano in tale condizione, possono nel mese di marzo ed aprile usufruire delle 12 giornate aggiuntive per ognuno di tali congiunti.

Tra gli altri impegni (in totale 10) assunti dalle parti con il  Protocollo,  si evidenziano, inoltre:  lo stimolo a dare corso a relazioni sindacali per dare attuazione ai principi dettati dal documento; la rimodulazione della organizzazione del lavoro per ridurre la presenza dei dipendenti e degli utenti; l'impegno ad avere ambienti lavorativi salubri, anche con pulizia giornaliera e sanificazione periodica; la priorità al lavoro agile; la erogazione di servizi che richiedono la presenza del pubblico attraverso appuntamenti cadenzati; il contingentamento degli accessi alle aree comuni; gli interventi da effettuare nel caso in cui si riscontri la positività di un dipendente; l'isolamento momentaneo dei dipendenti che hanno la febbre o presentano sintomi riconducibili al Covid-19.

 

A conclusione del Protocollo le parti convengono che "al fine di assicurare l’adeguamento dell’organizzazione dei servizi e del lavoro al rispetto delle norme emanate nel corso dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19, e di promuovere il confronto a tale livello con riguardo agli aspetti del presente protocollo, monitorano periodicamente l'applicazione della presente intesa ai fini della applicazione della stessa, anche attraverso segnalazioni all’Ispettorato per la Funzione pubblica, che provvederà ad aggiornare le parti in maniera costante e continuativa sugli esiti delle segnalazioni ricevute".

 

Testo integrale del protocollo: scarica qui