Sicilia, avvio infruttuoso del tavolo regionale sulla Formazione Professionale

PALERMO, 24/07/2019 - Si è svolto ieri, presso la sede della Regione Sicilia, il primo incontro del Tavolo Tecnico sulla crisi occupazionale dei lavoratori della Formazione Professionale e dei Servizi del Lavoro: presenti le varie sigle sindacali – per lo Snalv Confsal la delegata regionale Rosalia Megna; assenti, invece, i quattro assessori coinvolti (Lavoro, Istruzione e Formazione, Funzione pubblica, Economia), che hanno delegato i vertici dell’apparato amministrativo dei propri assessorati.

I funzionari regionali hanno illustrato le varie possibilità di assunzioni che seguiranno nei prossimi mesi, grazie a finanziamenti statali e comunitari già disponibili.

L’intenzione, seppur fievole, sarebbe quella di ricollocare tramite concorsi pubblici il maggior numero possibile di lavoratori iscritti all’Elenco Unico ad Esaurimento, in attesa di conoscere la platea degli operatori che potrebbero usufruire di misure di pensionamento.

Durante il dibattimento per le modalità ed i requisiti di accesso ai concorsi, la delegata Snalv Confsal ha chiesto il riconoscimento della “certificazione delle competenze” circa il lavoro svolto a supporto dei CPI dagli “Operatori dell’Elenco Unico ad esaurimento” dal 2000 al 2015. Ulteriori proposte sono arrivate dalle altre sigle, tra cui SINALP e COBAS che hanno richiesto l’inserimento di un punteggio attribuibile all’anzianitá di servizio nella funzione e la sollecitazione del Ministero della Pubblica Istruzione per il riconoscimento dell’anzianitá al personale amministrativo di entrambe le filiere (interventi e sportelli) ai fini dell’inserimento nelle graduatorie del personale scolastico.

 

Lo Snalv Confsal, esprimendo la propria insoddisfazione per l’avvio infruttuoso del tavolo e avanzando ulteriori proposte tecniche per il ricollocamento degli operatori, rimane fermo nella propria rivendicazione circa l’assunzione immediata di tutti i lavoratori: la scelta di far perdurare tale escalation sociale costituirà un chiaro atto politico di cui l’attuale Giunta siciliana dovrà assumerne la piena responsabilità dinanzi alle migliaia di famiglie coinvolte, già vittime di questa triste vertenza.