RSA, lo Snalv vince il ricorso contro il gruppo KOS

CASE DI RIPOSO, LO SNALV VINCE IL RICORSO CONTRO IL GRUPPO KOS
L’azienda deve consentire le assemblee ed applicare l’unico CCNL Anaste vigente

Roma, 8 luglio 2020 – Il Tribunale di Ascoli Piceno ha accolto il ricorso presentato dallo SNALV Confsal contro Kos Group, colosso privato che opera nel settore socio sanitario assistenziale con ben 92 strutture soltanto in Italia.

In qualità di sindacato firmatario del Contratto Collettivo Anaste e rappresentativo dei lavoratori del comparto, lo SNALV aveva denunciato il rifiuto dell’azienda di concedere un’assemblea sindacale presso la RSA San Giuseppe, di proprietà appunto del gruppo KOS.

La motivazione del rifiuto risultava ancora più clamorosa: KOS, per le azioni di protesta di Cgil, Cisl e Uil, aveva deciso di non applicare il nuovo CCNL Anaste – che prevedeva un aumento medio retributivo di 40 euro mensili – e, dunque, di non concedere ai sindacati firmatari del “nuovo” contratto le prerogative sindacali ad essi spettanti.

Una scelta che, di fatto, ha penalizzato esclusivamente i lavoratori che non ricevono alcun aumento contrattuale dal lontano 2009. «Questa sentenza rende, in parte, giustizia alle numerose incongruenze che popolano il mondo del lavoro – ha commentato a caldo il segretario nazionale dello Snalv, Maria Mamoneil diritto sacrosanto di parlare con i lavoratori dovrebbe essere riconosciuto a tutti, a prescindere da vincoli o regolette vetuste. In altre situazioni ci troviamo a non poter parlare con l’azienda perché, pur avendo la totalità degli iscritti, non abbiamo firmato il contratto nazionale. Qui abbiamo firmato il contratto nazionale ma si continuava a non consentire il nostro ingresso in azienda».

KOS Care conta oltre 5000 dipendenti in Italia. La scelta di non applicare il CCNL Anaste si è tradotta in un risparmio notevole in termini di costo del lavoro, creando un vero e proprio dumping salariale rispetto a tutte quelle aziende che, sin dal 1 Gennaio 2017, hanno corrisposto ai lavoratori gli incrementi retributivi previsti dal contratto siglato dallo SNALV.

L’aspetto più grave della faccenda è l’atteggiamento delle sigle confederali Cgil, Cisl e Uil che, a detta di KOS, hanno imposto tale scelta facendo perdere ai lavoratori quasi 2.000 euro di stipendio!

La battaglia dello SNALV non si ferma qui: KOS dovrà riconoscere gli arretrati non versati ai lavoratori. Inoltre, il CCNL Anaste siglato nel 2017 è già scaduto e, nonostante le sollecitazioni dello SNALV e la presentazione di una piattaforma di rinnovo già condivisa in numerose assemblee sindacali, la parte datoriale non ha ancora fornito risposte.

Le OSS, gli infermieri e tutti gli operatori del settore – che più di ogni altro hanno patito le lacune e la mancanza di tutele adeguate durante l’emergenza Covid – meritano un riconoscimento dignitoso del loro fondamentale e prezioso lavoro a sostegno delle persone più fragili della società.