Rinnovo dei contratti a termine anche in deroga allo “stop&go”

La normativa ordinaria non prevede la possibilità, per le aziende fruitrici di un ammortizzatore sociale, di apporre un termine alla durata di un contratto di lavoro subordinato (art. 20, comma 1, lett. c del D.lgs. 81/2015): le aziende, dunque, non possono assumere e/o prorogare rapporti di lavoro a termine, presso le unità produttive nelle quali è operante una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni.

Con la conversione in Legge del Decreto “Cura Italia” la norma viene superata: le aziende, durante il periodo di cassa integrazione Covid-19, richiesto ai sensi degli articoli 19 e ss. del decreto Cura Italia, possono procedere al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione.

Il rinnovo del contratto a termine è consentito anche in deroga al cd. stop&go e cioè all’obbligo di prevedere tra due contratti a tempo determinato una “vacanza contrattuale” (così come stabilito dall’art. 21, comma 2, del d.lgs. 81/2015), ossia un periodo di inattività contrattuale di almeno 10 giorni (qualora il contratto cessato sia stato di durata fino a 6 mesi) ovvero di almeno di 20 giorni (qualora il contratto cessato sia stato di durata superiore a 6 mesi).

La nuova norma, pero, non intacca la causalità dei contratti a termine: le aziende sono comunque obbligate a specificare, per i contratti a termine di durata superiore a 12 mesi ma non eccedente i 24 mesi, una delle seguenti condizioni:

a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

 

b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.