Reddito di cittadinanza: il quadro dopo i primi 3 mesi

Sostenere le famiglie in difficoltà puntando al reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale: è questo l’obiettivo dichiarato del Reddito di Cittadinanza. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.

Il Reddito viene erogato da Maggio 2019, ma le prime richieste sono partite dal 6 Marzo di quest’anno.
L’INPS ha, quindi, fornito un primo quadro della situazione analizzando i numeri delle richieste nei primi tre mesi di attivazione della misura.

Nello specifico:

  • 1.251.000 le domande presentate all’INPS da Marzo a Maggio, con un andamento in progressiva flessione (821mila istanze a Marzo, 243mila ad Aprile, 187mila a Maggio).
  • Nei primi due mesi, le domande accolte dall’INPS raggiungono quota 674mila (su 1milione e 60mila richieste) : il tasso di rifiuto si attesta, dunque, al 26% (anche se restano ancora da elaborare le domande dei modelli Rdc Com, che servono per comunicare all’Inps la presenza di redditi da lavoro, non risultanti nell’Isee)
  • Dalle 674mila domande per cui finora è stato disposto il pagamento emerge che tra le regioni con più istanze accolte nel bimestre ci sono Campania (123mila), Sicilia (117.923) e Puglia (62.608). Tra le città in testa Napoli (71.876) seguita da Roma (41.404) e Palermo (35.245). Tra le regioni del Nord, spiccano Lombardia (53.219 domande accolte) e Piemonte (37.479).
  • Per il reddito di cittadinanza l’importo medio a famiglia è di 540 euro, mentre per le 81mila pensioni di cittadinanza finora erogate si attesta a 210 euro.

Intanto la maggioranza si prepara ad approvare un emendamento al Dl crescita per venire incontro ai disoccupati che hanno perso il lavoro nel 2017 ma che - secondo l’Isee 2018 - avevano ancora un reddito: finora un’ampia platea di potenziali beneficiari del Reddito è stata penalizzata dal non poter fornire un quadro aggiornato della loro condizione reddituale.