Qualifiche professionali: per le OSS la mobilità nazionale è più difficile

Sono 184 le professioni regolamentate in Italia, secondo la banca dati della Commissione Ue. Un numero che è cresciuto di oltre il 30% a partire dalla metà degli anni 90, e che oggi è rappresentato in larga maggioranza (42%) dalle professioni nel settore della salute e dei servizi sociali.
All'interno dell'ambito medico, tuttavia, persistono evidenti differenze.

Uno studio del Parlamento europeo («Labour mobility and recognition in the regulated professions») ha analizzato l'impatto della direttiva Ue 2005/36: la norma aveva l'obiettivo di rendere valide le qualifiche professionali in tutti gli Stati membri, al fine di consentire la mobilità tra uno Stato all'altro ai lavoratori.

Lo studio evidenzia alcune “distorsioni”: se ad esempio per medici, infermieri e fisioterapisti i criteri di regolazione sono stringenti (attività, titoli, iscrizione agli Ordini, formazione continua), lo stesso non può dirsi per gli operatori socio-sanitari (Oss), le cui qualifiche sono gestite a livello regionale, penalizzando la mobilità nazionale e i riconoscimenti per chi proviene dall’estero.

L’Italia è una delle principali destinazioni dei lavoratori Ue, pur se c’è stato un evidente calo dal 2009. Ma i professionisti sanitari sono anche i primi a muoversi dall’Italia verso altri Paesi europei. Motivo in più - sottolinea lo studio - per migliorare le procedure di riconoscimento ed eliminare le barriere.