Reddito di cittadinanza, al via la fase di reinserimento lavorativo

Una volta ricevuto l’assegno di ricollocazione (nei modi e nei tempi di cui abbiamo parlato in un precedente articoli) i beneficiari del Reddito di Cittadinanza che si trovino in condizioni idonee per lavorare, devono fruire di un servizio di assistenza intensiva all’inserimento lavorativo

L’assegno, infatti, si compone di due servizi essenziali per la fase di politica attiva del Reddito, da sottoscrivere entro quattordici giorni dal primo appuntamento.

Il primo riguarda l’assistenza alla persona in tutte le attività necessarie alla sua ricollocazione, attraverso l’assegnazione di un tutor, la definizione e condivisione di un programma personalizzato per la ricerca attiva di lavoro. Durante il periodo di erogazione del servizio di ricerca dell’impiego, il soggetto erogatore è tenuto a inserire nel portale ogni offerta di lavoro presentata al destinatario, a prescindere dalla sua congruità e anche qualora il rapporto di lavoro previsto non faccia scattare il riconoscimento dell’assegno di ricollocazione.

Il secondo servizio è quello di ricerca intensiva di opportunità occupazionali. Nel caso in cui l’attività di assistenza si concluda con un’assunzione, ai Cpi e ai soggetti accreditati sia a livello nazionale, sia regionale spetta un rimborso variabile da 1.000 a 5.000 euro per ogni contratto a tempo indeterminato, in base al profilo personale di occupabilità del beneficiario. Questi importi si dimezzano nel caso di contratti a tempo determinato di almeno sei mesi, comprensivi di proroghe, e si riducono a 250-1.250 euro per contratti di tre mesi attivabili nelle sole Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

Se non viene raggiunto un risultato occupazionale, agli operatori spetta solo una «fee4services» pari a 106,50 euro (secondo la delibera 5/2019 l’importo corrisponde a 3 ore di attività), per un numero di ore massimo pari a nove volte il numero di persone ricollocate. Quindi, per esempio, a fronte di una persona ricollocata si può ottenere un massimo di 3 “rimborsi” da 3 ore ciascuno a fronte di 9 o più individui rimasti disoccupati.

 

Quanto alle possibilità di successo dell’attività di ricollocazione, ai fini delle coperture finanziarie degli assegni erogati, la delibera ipotizza un tasso del 25 per cento.