PA: è legge il DdL Concretezza

Il Senato ha approvato definitivamente il Disegno di Legge “Concretezza”, chiudendo il percorso parlamentare della prima riforma della Pubblica amministrazione del Ministro Bongiorno.
Di seguito i punti principali del provvedimento.

  • Misure contro l’assenteismo

L'articolo 1 del provvedimento istituisce presso il Dipartimento della funzione pubblica il “Nucleo della Concretezza” per l’efficienza amministrativa.
L’articolo 2 contiene misure per contrastare l’assenteismo, con l’introduzione di sistemi di verifica biometrica dell’identità (al posto del cartellino) e di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche per la verifica dell’osservanza degli orari di lavoro.
Restano escluse alcune categorie: forze dell’ordine, magistratura, prefetti, insegnanti. Proprio quest’ultimi sono già sottoposti al registro elettronico.

  • Ricambio generazionale e assunzioni più veloci

Viene anzitutto sancito lo sblocco del turnover al 100%: le Pubbliche Amministrazioni possono procedere, così, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contin­gente di personale complessivamente corri­spondente ad una spesa pari al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente.
Nei ministeri e negli altri enti dell’amministrazione centrale l’80% delle assunzioni può essere effettuato pescando fra vincitori e idonei delle graduatorie in vigore oppure avviando concorsi senza l’autorizzazione ministeriale, che diventa successiva anziché preventiva. Agli enti territoriali, da ora fino al 2021, si dà invece la possibilità di avviare i concorsi senza prima cercare candidati alla mobilità volontaria.

L’obiettivo è anche quello di accelerare le procedure concorsuali: si apre al test a risposta multipla sia per le prove pre-selettive (che scatterebbero quando il numero dei candidati doppia quello dei posti a bando) sia per gli scritti. C’è un’indicazione a concentrare le prove e per i profili tecnici potrebbe anche bastare una verifica pratica. Via libera alla correzione automatizzata e alla creazione di sottocommissioni quando si oltrepassano i 250 candidati, con la possibilità di ricorrere anche a pensionati.
Previsto, tra l’altro, lo sviluppo presso il Dipartimento della funzione pubblica di un portale del reclutamento e la possibilità di creare il fascicolo elettronico del candidato.
Vengono introdotte, poi, modifiche in materia di composizione delle commissioni esaminatrici dei concorsi pubblici, con l’istituzione di un Albo nazionale dei componenti delle commissioni.

 La riforma fissa anche delle priorità generali alle nuove assunzioni, che dovranno puntare prima di tutto su figure specializzate in digitalizzazione, riorganizzazione delle amministrazioni e gestione dei fondi strutturali. L’obiettivo evidente è di rafforzare le parti strutturalmente più deboli della pubblica amministrazione, che rallentano i processi di innovazione e la macchina degli investimenti. Ma nell’elenco delle priorità entrano anche gli esperti di appalti, i profili dedicati alla contabilità e alla gestione finanziaria e il personale dedicato al miglioramento della «qualità dei servizi pubblici», categoria generica che rischia di trasformare la strategia in una petizione di principio.

Nucleo della concretezza e mobilità più facile

Un pool di 53 unità vigilerà sul corretto funzionamento delle amministrazioni, attraverso visite, sopralluoghi e proponendo misure correttive. Arrivano inoltre incentivi ai passaggi tra il settore privato e quello pubblico. Tra le novità la possibilità di godere dell'aspettativa, senza assegni, anche per chi non è dirigente Inoltre il periodo di aspettativa, che dura cinque anni, potrà essere rinnovato anche se per una sola volta.

 

Dalla riforma arrivano infine gli strumenti per i rimborsi e il recupero dei crediti nei ministeri e nelle Pa territoriali di sette regioni in cui i buoni pasto dei dipendenti sono saltati per il fallimento del gruppo Qui!