Le tutele del lavoratore in caso di mancato versamento dei contributi (prescritti)

I contributi obbligatori dei lavoratori dipendenti si prescrivono, in via generale, in 5 anni dalla data in cui sarebbe dovuto avvenire il versamento.
Tale termine si prolunga a 10 anni se il dipendente provvede a denunciare all’Inps il mancato versamento dei contributi da parte dell’azienda.

Secondo la legge, dunque, il lavoratore non ha alcuna possibilità di far valere il diritto prescritto (neppure attraverso la riscossione coatta dei contributi), se non attraverso un’azione di risarcimento del danno.

Come fare, allora, per recuperare i contributi non versati e caduti in prescrizione?

Il faro della questione è rappresentato dall’art. 13 della L. 1338/1962:
Ferme restando le disposizioni penali, il datore di lavoro che abbia omesso di versare contributi per l'assicurazione obbligatoria invalidita', vecchiaia e superstiti e che non possa piu' versarli per sopravvenuta   prescrizione, puo' chiedere all'Istituto nazionale  della  previdenza sociale di costituire una rendita vitalizia riversibile pari alla pensione o quota di pensione adeguata dell'assicurazione obbligatoria, che spetterebbe al lavoratore dipendente in relazione ai contributi omessi.

I lavoratori dipendenti possono, dunque, richiedere la costituzione della rendita vitalizia (riscatto) se il datore di lavoro ha omesso il versamento obbligatorio dei contributi che non possono più essere versati con le normali modalità e che non possono più essere richiesti dall’Inps essendo intervenuta la prescrizione di legge.

La richiesta di riscatto per contribuzione omessa può essere presentata:

  • senza limiti temporali, anche dopo la concessione di un trattamento pensionistico;
  • per omissioni parziali, se è stata versata una contribuzione ridotta rispetto alle retribuzioni effettivamente percepite;
  • per coprire parzialmente il periodo durante il quale vi è stata omissione contributiva (es.: solo le settimane necessarie per il perfezionamento dei requisiti a pensione).

I contributi omessi possono essere accreditati solo dopo il pagamento di un onere di riscatto e sono utili per il diritto e per la misura di tutte le pensione, la concessione delle cure termali e per il diritto alla prosecuzione volontaria.

La costituzione della rendita vitalizia (riscatto) può essere richiesta:

  • dal datore di lavoro che ha omesso il versamento dei contributi e intende, in tal modo, procedere al pagamento degli stessi rimediando al danno causato al dipendente;
  • dal lavoratore stesso, in sostituzione del datore di lavoro, sia nel caso in cui presti ancora attività lavorativa sia nel caso in cui abbia già ottenuto la pensione;
  • dai superstiti del lavoratore.

N.B.: Il lavoratore ha diritto di rivalersi, a titolo di risarcimento, sul datore di lavoro responsabile del mancato versamento dei contributi chiamandolo in giudizio per la restituzione della somma pagata per il riscatto.

Pagina di approfondimento dell'INPS