Le ferie maturate nel 2017 vanno godute entro il 30 Giugno

Le ferie sono irrinunciabili: il lavoratore non ha, cioè, la libertà di scegliere se fruirne o meno.
Le ferie non godute, di conseguenza, non sono monetizzabili: l’azienda, cioè, non può pagare ai lavoratori i giorni di ferie di cui non ha usufruito.

Questi due principi generali del nostro sistema giuslavorista, sono stati poi “ammorbiditi” da direttive europee. In particolare, le ferie sono monetizzabili in caso di:

  • cessazione del rapporto di lavoro
  • settimane o i giorni previsti dalla contrattazione collettiva in misura superiore al periodo minino legale (ossia, 4 settimane l’anno)
  • ferie maturate e non godute dal lavoratore il cui rapporto cessi entro l'anno di riferimento

Inoltre, l’obbligo di fruire delle ferie maturate (almeno quattro settimane l’anno) ha subito una dilazione temporale. Il lavoratore, infatti, ha il diritto:

  • di fruire di due settimane nel corso dell'anno di maturazione, consecutive in caso di espressa richiesta tempestiva del lavoratore nel rispetto del contemperamento tra le esigenze dell'impresa e suoi interessi privati; 
  • delle restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione salvo quanto diversamente disciplinato dalla contrattazione collettiva.

Ciò significa che i dipendenti che hanno accumulato due settimane di ferie nel 2017, hanno tempo fino al 30 giugno 2019 per usufruirne.

Questo “bilanciamento” ha consentito di ottemperare ad almeno due esigenze:
quella di tutelare la salute del lavoratore attraverso misure sanzionatorie di tipo amministrativo che possano disincentivare i datori di lavoro poco sensibili a tali rischi;  e l'esigenza di rendere effettivo il prelievo contributivo nel momento in cui scade il periodo di flessibilità dei 18 mesi oltre l'anno di maturazione, tenendo conto anche dell'operatività del flusso UniEmens come da ultime indicazioni fornite dall'INPS con la circolare n. 106 del 9 novembre 2018 (in Guida al Lavoro n. 46/2018) ed il messaggio n. 456 del 31 gennaio 2019.