Lavoratori fragili, garantire un rientro al lavoro sicuro ed ordinato

Roma, 25 giugno 2021. Scade alla fine del mese la tutela per i lavoratori fragili e per le assenze effettuate durante il periodo di pandemia. Se, da un canto - grazie all’ultima proroga inserita nel Decreto Sostegni – un’ampia platea di lavoratori ha potuto sottoporsi alla doppia dose di vaccino, d’altro canto permangono numerose criticità per un rientro al lavoro in sicurezza.

Anzitutto, si pone il problema di quei soggetti a cui è sconsigliata la somministrazione dei vaccini anti-Covid, in virtù di particolari condizioni di vulnerabilità del proprio sistema immunitario: questi lavoratori non hanno raggiunto alcuna soglia di immunizzazione e, pertanto, la loro condizione di rischio resta del tutto immutata rispetto al periodo “clou” della pandemia; da tenere in debita considerazione, poi, la situazione di tutti i soggetti immunodepressi che, pur vaccinandosi, non hanno sviluppato un livello di immunizzazione adeguato: al momento, infatti, non esistono appropriati e specifici studi scientifici.

Considerati gli elevati rischi derivanti dall’esposizione al virus e, parallelamente, l’esigenza di tutelare il diritto primario alla salute, la Confsal e lo SNALV Confsal hanno sollecitato il Ministro del Lavoro Orlando e le commissioni parlamentari competenti al fine di:

  • prorogare la tutela prevista dall’art. 26 del Decreto Cura Italia (e successive modificazioni) per tutti i soggetti a cui è sconsigliata l’inoculazione del vaccino;
  • subordinare il rientro al lavoro dei lavoratori fragili (e la mancata fruizione della tutela ex art. 26) alla positiva valutazione della loro risposta immunitaria al Covid, mediante un preventivo esame sierologico: sul punto è necessaria una presa di posizione chiara e trasparente dell’Istituto Superiore di Sanità e del C.T.S., anche al fine di certificare la soglia minima di anticorpi, la validità e la durata della copertura vaccinale.

Si ribadisce, infine, la necessità di tutelare le assenze di tutti quei lavoratori che – pur non rientrando nella specifica categoria dei “lavoratori fragili” – siano stati dichiarati temporaneamente inidonei alla mansione per cause legate alla medesima emergenza epidemiologica: per coloro che non possono essere adibiti a modalità di lavoro agile, risulta impellente sottrarre il periodo di assenza dal computo del periodo di comporto ed equipararlo a ricovero ospedaliero.