Lavoratori fragili: facciamo il punto

Per “lavoratori fragili” si intendono i dipendenti del settore pubblico/privato maggiormente a rischio di contagio.

Il susseguirsi dei vari Decreti Legge ha creato non poche confusioni sulla corretta gestione di questi lavoratori e, soprattutto, sulle tutele a loro disposizione.

FACCIAMO IL PUNTO.

Ad oggi, le tutele previste per i lavoratori fragili sono le seguenti:

  • per il periodo 17 marzo - 15 ottobre 2020, i lavoratori fragili possono assentarsi dal lavoro e le relative assenze vengono equiparate a degenza ospedaliera (con pagamento dell'indennità ordinaria di malattia da parte dell'INPS)
  • per il periodo 16 ottobre - 31 dicembre 2020, invece, i lavoratori fragili devono svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità agile anche “attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

Dunque (ad oggi, 12 novembre) il lavoratore fragile deve continuare a svolgere il proprio lavoro (con pagamento dello stipendio da parte del datore di lavoro) ma in modalità agile: ossia, da casa.
Questo anche se la propria mansione non è compatibile col lavoro da casa. Anzi, in tal caso, il datore di lavoro deve adibire il lavoratore ad altre mansioni (compatibili con il lavoro da casa) oppure deve far svolgere al lavoratore corsi di formazione (ovviamente, da remoto).

PROCEDURA OPERATIVA

Ma come ottenere la certificazione di “fragilità” ? Mediante il medico competente.

In base al Decreto Rilancio (art. 83) il datore di lavoro è tenuto ad assicurare la "sorveglianza sanitaria eccezionale" dei lavoratori maggiormente esposti a rischio contagio per l’intera durata del periodo di emergenza. L’obbligo è previsto anche per i datori di lavoro che (ai sensi del d.lgs. 81/2008) non sono tenuti a nominare un medico competente: quest'ultimi possono rivolgersi ai servizi territoriali INAIL (leggi qui https://bit.ly/Inail_Sorveglianza)

A livello operativo, dunque, il lavoratore deve chiedere al proprio datore di lavoro di effettuare la visita, allegando alla richiesta la documentazione medica attestante la propria patologia, a supporto anche della valutazione del medico competente.

CONCETTO DI FRAGILITA’

Ma cosa significa essere lavoratori fragili? In base all’ultima circolare emanata dal Ministero della Salute, la condizione di fragilità va individuata “in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo di biologico sia di tipo clinico”.

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Decreto “Agosto” (articolo 26, comma 1-bis, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126) che ha sostituito il comma II, art. 26 del Decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
  • Decreto “Rilancio” (articolo 83 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77)
  • Messaggio INPS n°4157 del 09/11/2020
  • Circolare interministeriale n. 13 del 04-09-2020