ILO: 15 milioni di europei perderanno il proprio lavoro nel secondo semestre del 2020

195 milioni di persone in tutto il mondo perderanno il lavoro nel secondo trimestre del 2020. E’ quanto emerge dal rapporto ILO Monitor 2nd edition: COVID-19 and the world of work (clicca qui per scaricare il documento integrale), pubblicato ieri dall’ ILO – Organizzazione Internazionale del Lavoro.
La stima si basa sul totale delle ore “perse” a causa del calo dei consumi e della produzione: in Europa si prevede una riduzione del 7,8 % delle ore di lavoro totali, equivalenti a 15 milioni di lavoratori a tempo pieno (40 ore settimanali).

La seconda edizione di ILO Monitor: COVID-19 e il mondo del lavoro, che descrive il COVID-19 come "la peggiore crisi globale dalla seconda guerra mondiale", aggiorna una nota di ricerca dell'OIL pubblicata il 18 marzo.
Ad oggi, più di quattro persone su cinque (81%) della forza lavoro globale (3,3 miliardi di lavoratori) sono colpite da chiusure sul posto di lavoro totali o parziali.

"I lavoratori e le imprese si trovano ad affrontare una catastrofe, sia nelle economie sviluppate che in quelle in via di sviluppo", ha dichiarato Guy Ryder, direttore generale dell'ILO. “Dobbiamo muoverci velocemente, in modo deciso e insieme”.
Secondo l’OIL, sono 1,25 miliardi i lavoratori impiegati in settori definiti ad alto rischio di aumenti "drastici e devastanti" dei licenziamenti e riduzioni dei salari e dell'orario di lavoro: i settori più a rischio comprendono turismo e servizi di ristorazione, produzione, vendita al dettaglio e attività commerciali e amministrative.

Lo studio si conclude elencando i quattro pilastri su cui debbono fondarsi le misure politiche su larga scala: sostegno alle imprese ed ai redditi dei lavoratori; stimolare l'economia e l'occupazione; proteggere i lavoratori sul posto di lavoro; e dialogo sociale tra governo, lavoratori e datori di lavoro per individuare le soluzioni contingenti.

Di seguito, una tabella estratta dal Documento riportante i settori “ad alto rischio”: