Formazione professionale in Sicilia: tavolo al Ministero per risolvere il dramma di migliaia di lavoratori

Sono oltre 6000 i lavoratori coinvolti in quella che potremmo definire una vera e propria carneficina sociale, caratterizzata da licenziamenti e ammortizzatori sociali che, tra silenzi e inefficienze a più livelli, vanno avanti da circa 6 anni.
Dal 1 Ottobre 2013, infatti, gli operatori del comparto "Formazione professionale" e, in particolare, gli oltre 1700 "sportellisti" degli ex-Sportelli Multimediali operanti presso i Centri per l'Impiego, non hanno più svolto alcun servizio negando, tra l'altro, all'utenza sicilia la possibiltià di fruire dei servizi di politica attiva in tutta l'isola.

Da quella data - tra distrazione dei fondi dedicati alla formazione, promesse non mantenute, inefficienze amministrative - i lavoratori hanno subito continue e laceranti mortificazioni: operatori qualificati, alcuni con doppie lauree, che hanno svolto con professionalità l'attività di orientamento e ricollamento di tanti giovani e disoccupati. Risorse preziose e che divengono fondamentali per la Pubblica Amministrazione proprio in questo periodo, in cui il Reddito di Cittadinanza inizia a scontrarsi con gli onerosi obiettivi di reisenrimento lavorativo previsti dalla norma istitutiva.

Con l'insediamento del nuovo Governo - e grazie all'impegno della senatrice catanese Nunzia Catalfo -, tuttavia, qualcosa è cambiato (quantomeno nella ricerca di una soluzione concreta all'annoso problema).

Dal mese di Gennaio 2019,  infatti, è istitutito presso il Ministero del Lavoro un tavolo istituzionale coadiuvato dalla senatrice Catalfo (Presidente della Commissione Lavoro al Senato) e dall'esperto del Ministro, dott. Vanin. 
Proprio ieri, Martedi 25 Giugno, al tavolo ha partecipato l'Assessore al Lavoro della Regione Sicilia, Antonio Scavone, che ha proposto una serie di soluzioni (la cui applicabilità sarà sottoposta a verifica da parte degli Enti preposti). 
All'incontro successivo con i sindacati era presente anche lo SNALV.

La faccenda, divenuta complessa per l'incastro tra norme e provvedimenti di diverso rango legislativo, non può essere concretamente affrontata prima del completamento del censimento degli operatori iscritti all'Albo, ad oggi carente per circa 2500 posizioni lavorative. Ed è proprio questa evenienza a destar più di qualche preoccupazione: gli operatori non hanno più tempo, una soluzione va trovata subito.

Il censimento richiederà la sinergia di diversi enti pubblici: Ministero, Regione, ma anche Anpal ed Inps.
Un prossimo aggiornamento si avrà Venerdì 5 Luglio: in quella data, gli Enti coinvolti dovranno trovare modalità e tempistiche per pianificare tale operazione, propedeutica a qualsiasi possibile intervento risolutivo. 

I lavoratori del settore, letteralmente abbandonati negli ultimi anni da Istituzioni e dai cd. sindacati "comparativamente rappresentativi", meritano un grande e celere impegno da parte degli Enti preposti. 
La sinergia tra quest'ultimi, essenziale per dare una prima risposta concreta, sarà vigilata continuamente dal nostro sindacato.

Lo Snalv, infine, ha presentato una serie di proposte risolutive che - insieme a quelle degli altri sindacati e movimenti presenti (si ricorda che il Tavolo è stato istituito grazie alla loro spinta e propulsione) - sono state già fattivamente recepite dalle Istituzioni coinvolte: prima su tutte, l'applicazione della L. Regionale 25/1993 che prevede il ricollocamento di tutti i lavoratori del settore.
Su questo punto, il dott.Vanin ha richiesto formalmente all'Assessore siciliano il motivo per cui tale Legge sia stata completamente ignorata finora.