Fondo salva comuni: c’è l’accordo tra M5S e Lega

Dopo settimane di ripensamenti e discussioni, i due partiti di maggioranza hanno trovato un accordo su come modulare l’aiuto diretto ai comuni di grandi dimensioni in difficoltà.

Viene confermata, anzitutto, la norma “salva Roma”: mediante un emendamento presentato dai relatori al Decreto Crescita, infatti, parte del debito storico del Comune di Roma (1,4 miliardi) passerà allo Stato: differentemente da quanto si possa pensare, i cittadini risparmieranno rispetto ai costi sinora sostenuti, grazie ad una rinegoziazione al ribasso dei tassi d’interesse dei mutui già contratti e, soprattutto, alla cancellazione del “contributo” che annualmente il Ministero dell’Economia versa al Commissario straordinario per la gestione del piano di rientro del debito pregresso del comune di Roma.

 

Allo stesso tempo, la norma estendo l’aiuto ai Comuni capoluogo di città metropolitane: un fondo ad hoc da 510 milioni (20 quest'anno, e 35 annui nel 2020-33) servirà a pagare le rate in scadenza dei mutui contratti per spese di investimento dai comuni di Torino, Napoli, Messina, Catania e Reggio Calabria.

Oltre a Roma, norme ad hoc anche per la città di Alessandria che beneficerà di un contributo in conto capitale di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Infine, i "comuni con popolazione superiore a 60 mila abitanti" in dissesto finanziario che hanno deliberato la procedura di riequilibrio pluriennale potranno ridurre del 5 per cento "gli importi dei contratti in essere", nonché di quelli relativi a procedure già affidate, aventi a oggetto l'acquisto o la fornitura di beni e servizi.