Enti Locali: l’organizzazione del lavoro alla luce del DL 18-2020 e della Circolare FP 2-2020

L'art. 87 del d.l. 18/2020 in materia di prestazione lavorativa disciplina le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa all’interno degli uffici pubblici fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, stabilendo che il lavoro agile costituisce la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni. 

 

Le amministrazioni, al fine di ridurre la presenza negli uffici, possono utilizzare diversi istituti: ferie pregresse, congedo, banca ore, rotazione, nel rispetto della contrattazione collettiva, e altri analoghi istituti, modulabili, a seconda delle necessità organizzative proprie di ciascun ufficio, e riferibili all’intero assetto organizzativo e non al singolo dipendente. Dopo aver valutato la praticabilità dei predetti istituti, le amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio.

 

Individuazione delle attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro: COMPETENZA

La competenza ad individuare i servizi indifferibili rientra nell'alveo dei poteri gestionali e, pertanto, è posta in capo ai dirigenti, come si evince sia dall'espressa deroga all'accordo individuale che il datore di lavoro dovrebbe normalmente stipulare con i dipendenti, sia dal fatto che gli strumenti che l'art. 87 impone nei casi in cui lo smart working non sia possibile, sono tutti strumenti di pura prerogativa datoriale (ferie pregresse, congedo, banca ore, rotazione fino all'extrema ratio dell'esenzione dal servizio).

Il sindaco trova quindi spazi limitati nell'ambito dei provvedimenti da adottare in connessione con l'articolo 87, pur doverosamente riconoscendogli autorità e capacità, nelle sue funzioni ed entro i precisi limiti concessi dall'ordinamento, di individuare interventi ulteriori nel contesto emergenziale.

Gli strumenti per ridurre la presenza in servizio: ferie, congedi, esenzione dal lavoro.

Il terzo comma dell’art. 87 stabilisce che ove non sia possibile ricorrere al lavoro agile in forma semplificata, per limitare la presenza del personale negli uffici, le amministrazioni utilizzano, nel rispetto della contrattazione collettiva, gli strumenti delle ferie pregresse, dei congedi, dei recuperi in banca delle ore, della rotazione del personale e altri analoghi istituti.

In particolare:

- Ferie pregresse. L’amministrazione dispone, nel rispetto delle scadenze di legge e di CCNL lo smaltimento delle ferie pregresse, anche per i dipendenti impiegati nei servizi a distanza in modalità di lavoro agile. A tal riguardo si ricorda che in base all’art. 28, comma 15, del CCNL 21 maggio 2018, il dipendente deve fruire delle ferie residue al 31 dicembre entro il mese di aprile dell’anno successivo a quello di spettanza, ovvero entro il 30 giugno.

- Fruizione dei permessi. In ogni caso il dipendente ha la possibilità di richiedere la fruizione sia dei permessi spettanti sia in base a specifiche disposizioni di legge (es.: permessi per disabilità ex legge n. 104/1992; congedi parentali, ecc.) che in applicazione dei nuovi istituti introdotti dalla normativa emergenziale. Tali istituti sono fruibili anche dal lavoratore impiegato in modalità agile.

- Esenzione dal servizio. Con una norma di chiusura del sistema è previsto che laddove le ferie pregresse, il congedo, la banca ore, e altri analoghi istituti previsti dai rispettivi ordinamenti, utilizzati nel rispetto della contrattazione collettiva siano stati integralmente consumati e non vi siano altre prestazioni che tali lavoratori possano svolgere in modalità di lavoro agile, il datore di lavoro può motivatamente esentare il lavoratore dal servizio: in tal caso il periodo di esenzione costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge ai fini economici e previdenziali, con esclusione della corresponsione dell’indennità sostitutiva di mensa.