Enti Locali, le conseguenze della mancata approvazione del Rendiconto

La Legge di Bilancio per il 2019 ha significativamente rafforzato le sanzioni a carico degli Enti Locali che, entro il termine del 30 Aprile, non abbiano ancora approvato il rendiconto dell’esercizio 2018.

Nel dettaglio:

  • Scioglimento del consiglio comunale
    Anzitutto, la mancata approvazione del rendiconto comporta lo scioglimento del consiglio comunale (art. 227, comma 2-bis e art. 141, comma 2, del Tuel) e l'intervento sostitutivo del prefetto al quale spetta il compito di:
    nominare un commissario che predisponga lo schema di bilancio o rendiconto da sottoporre al consiglio nel caso in cui non vi abbia provveduto la giunta; assegnare al consiglio un termine massimo di venti giorni per l'approvazione del bilancio, in ogni caso di mancata approvazione dello schema predisposto dalla giunta. Decorso inutilmente il termine il prefetto nominerà un apposito commissario e darà inizio alla procedura per lo scioglimento del consiglio.

  • Divieto di assunzioni
    La Legge di Bilancio 2019 ha stabilito che gli enti ritardatari non possono inoltre procedere ad assunzioni di personale finché perdura l'inadempimento, allargando la portata del (di cui all’art. 9, comma 1-quinquies, del Dl 113/2016), prima previsto solo in caso di mancata trasmissione dei dati alla Bdap, anche all'approvazione dei principali documenti contabili (bilancio, rendiconto, consolidato).

  • Divieto di applicazione dell'avanzo
    Altra novità scaturita dalla recente Legge di Bilancio è rappresentata dal divieto di applicazione dell'avanzo di amministrazione, introdotto dall'articolo 1, comma 897, della legge 145/2018.  Lo stop è inserito nella norma che limita l'applicazione delle quote di avanzo accantonato, vincolato e destinato da parte degli enti che si trovano in disavanzo di amministrazione ed è finalizzato a evitare che la mancata approvazione del rendiconto sia finalizzata a evitare l'emersione del disavanzo, con tutte le conseguenze del caso.

  • Assoggettamento ai controlli centrali
    Infine l'articolo 243, comma 6, del Tuel prevede che gli enti che non hanno approvato nei termini il rendiconto siano assoggettati ai controlli centrali previsti per gli enti strutturalmente deficitari in materia di copertura obbligatoria dei servizi di smaltimento rifiuti, acquedotto e dei servizi a domanda individuale. Il controllo in questione trova applicazione solo sino all'adempimento dell'ente.

 

Va inoltre ricordato che la tardiva approvazione del rendiconto rappresenta una grave irregolarità che le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti segnalano in sede di esame del questionario dell'organo di revisione. Resta da chiedersi, però, come mai così tanti enti non riescano a concludere le operazioni entro il termine. Di certo la data del 30 giugno sarebbe più adeguata sia per garantire la corretta parificazione crediti/debiti con gli enti partecipati, che per consentire la complessa redazione di tutti gli allegati obbligatori al rendiconto.

 (Fonte: Sole 24 Ore)