Enti Locali: il Fondo per le risorse decentrate del personale può essere incrementato

Il DECRETO 17 marzo 2020, pubblicato sulla G.U. del 27/04/2020 "Misure per la definizione delle capacità assunzionali di personale a tempo indeterminato dei comuni" ha introdotto una importantissima novità: la possibilità di aumentare il Fondo per le risorse decentrate del personale degli EE.LL. Nel Novembre del 2018 lo SNALV aveva presentato una proposta all'allora Ministro della Funzione Pubblica per l'incremento delle risorse decentrate e per l'introduzione del turn over differenziato da comune a comune, anche in misura superiore al 100% dei cessati dell'anno precedente.

Lo SNALV non può che esprimere la propria soddisfazione per l'accoglimento, seppur dopo vari mesi, delle due proposte avanzate. Ci auguriamo adesso che anche le altre proposte, tra cui la possibilità di incremento delle risorse per la formazione dei dipendenti, possano presto essere accolte.

Tornando alla possibilità di incremento del fondo, a decorrere dal 20 aprile scorso, grazie al "DM assunzioni" il fondo per la contrattazione decentrata del 2020 può essere incrementato, anche oltre il tetto delle risorse per il salario accessorio dell'anno 2016, dai Comuni che registrano nel corso dell'anno l'aumento del personale in servizio rispetto a quello presente al 31 dicembre 2018, mentre non si deve dare corso a nessuna riduzione in caso di loro diminuzione. Questa possibilità può essere utilizzata dallo scorso 20 aprile.

L'art. 33, comma 2 del D.L. 34/2019 (cd. Decreto Crescita) stabilisce che "Il limite  al trattamento accessorio del personale di cui all'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 2017, n. 75 e' adeguato, in aumento o  in  diminuzione,  per  garantire  l'invarianza  del  valore  medio pro-capite, riferito all'anno 2018, del fondo per  la  contrattazione integrativa nonché delle risorse per  remunerare  gli  incarichi  di posizione organizzativa, prendendo a riferimento come base di calcolo il personale in servizio al 31 dicembre 2018".

La nota dolente è data dal fatto che l'attuazione pratica dell'incremento è estremamente complicata,  non è automatica e può concretizzarsi solamente utilizzando le condizioni previste dal contratto nazionale solo in caso di aumento del personale.

In caso di diminuzione del personale non si da luogo a riduzione, come riporta testualmente il Decreto  "Rilevato che il limite al trattamento economico accessorio  di  cui all'art. 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017,  n.  75 è adeguato, in aumento e in diminuzione ai sensi dell'art. 33, comma 2, del decreto-legge n. 34 del 2019, per garantire  il  valore  medio pro capite riferito all'anno 2018, ed in particolare è fatto  salvo il limite iniziale qualora il personale in servizio sia inferiore  al numero rilevato al 31 dicembre 2018"

Invece, nel caso di aumento del numero dei dipendenti, sia se già realizzato sia nel caso in cui sia il risultato dell'incremento delle capacità assunzionali disposto per gli enti virtuosi, è consentito l'aumento del fondo in misura proporzionale, cioè in modo da garantire il trattamento medio accessorio in godimento da parte del personale nel 2018. Questo incremento non opera automaticamente: sono le amministrazioni a doverlo tradurre in pratica, utilizzando le disposizioni contrattuali.

Queste consentono un incremento della parte stabile del fondo in primo luogo con la Ria e gli

assegni ad personam dei dipendenti cessati nell'anno precedente. Inoltre, l'aumento è previsto nel caso di incremento delle dotazioni organiche: se l'aumento del personale in servizio ha un

carattere permanente e strutturale, si può dare corso all'applicazione di questa regola. Se invece l'incremento dei dipendenti in servizio è privo di questi requisiti, l'aumento del fondo può essere disposto solamente sulla parte variabile attraverso l'inserimento, ove già non realizzato, dell'1,2% del monte salari 1997 e attraverso le risorse aggiuntive connesse alla realizzazione degli obiettivi, anche di mantenimento.

 

Il meccanismo scelto dal legislatore per determinare l'aumento è costituito dall'invarianza del salario accessorio in godimento nel 2018 e, inoltre, occorre calcolare in ogni anno il personale effettivamente in servizio per numero di mesi, determinando quindi la possibilità di sua variazione nel corso degli anni.