DPCM 9 Marzo 2020: le misure che impattano sulla gestione dei rapporti di lavoro

EMERGENZA CORONAVIRUS

               D.P.C.M. 9 MARZO 2020


IN VIGORE FINO AL 3 APRILE

RACCOMANDAZIONI per

il DATORE DI LAVORO

·        Il datore di lavoro deve consentire, qualora possibile, di lavorare da casa (smartworking, attivabile in via telematica)

·        Qualora non sia possibile lo smartworking, il datore di lavoro deve promuovere la fruizione da parte dei dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie

RACCOMANDAZIONI per

i LAVORATORI

·        I soggetti affetti da patologie croniche o con multimorbilità o con stati di immunodepressione congenita o acquisita, devono evitare di uscire da casa e, quindi, di recarsi sul posto di lavoro

·        I soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono evitare di uscire da casa e, quindi, di recarsi sul posto di lavoro

·        I soggetti sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus hanno un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione

OBBLIGHI GENERALI

·        Evitare ogni spostamento se non per comprovate ragioni (lavoro, necessità, salute)

·        vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico

·        sospesi i concorsi ed ogni forma di manifestazione (sportive, ludiche,  culturali, fieristiche)

·        Obbligo di garantire la distanza di almeno 1 metro per tutte le attività/esercizi commerciali aperti al pubblico

 

CHIUSURE ATTIVITA’

·        Chiusi dalle 18.00 alle 6.00 bar e ristoranti

·        Chiusi Sabato e Domenica medie e grandi strutture di vendite (inclusi negozi nei centri commerciali, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, generi alimentari)

·        Chiusi tutti i giorni palestre, centri sportivi, centri benessere, culturali (inclusi musei), ricreativi, centri sociali, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati