Covid-19: è crollo dell’occupazione

Nei primi due mesi di emergenza sanitaria, vale a dire marzo e aprile, hanno perso il lavoro 400mila persone (398mila occupati in meno, per la precisione), di cui 274mila solo ad aprile.

Il crollo di aprile segnalato dai dati ISTAT ha coinvolto tutti: donne (-143mila unità) e uomini (-131mila), lavoratori dipendenti, soprattutto a termine (-129mila) ma anche permanenti (-76mila), e indipendenti (-69mila posizioni) e tutte le classi d’età, portando il tasso di occupazione al 57,9 per cento dal 58,6%, nelle ultime posizioni a livello europeo.

A ciò si accompagna i numeri dell’Inps di due settimane fa sull’esplosione della cassa integrazione emergenziale ad aprile con 835,2 milioni di ore richieste; in un mese si è raggiunto il valore dell’intero 2009, primo anno della crisi economico-finanziaria.

Ad aprile l’Istat ha segnato anche una forte riduzione del tasso di disoccupazione, sceso al 6,3% dall’8%: ciò si spiega grazie al notevole incremento (ben 746mila unità) di persone inattive, ossia soggetti privi di lavoro che hanno anche smesso di cercarlo.

Il quadro dell’eurozona non è migliorativo: ad aprile il tasso di disoccupazione è salito al 7,3%: in cima alla classifica Spagna (14,8%), Lettonia (9%) e Cipro (8,9%). Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (meno di 25 anni) sempre ad aprile è al 15,4% nella Ue e al 15,8% nell’eurozona (in salita dunque rispetto al 14,6% e al 15,1% a marzo), ma in Italia resta ben oltre la media, al 20,3%: in calo del 6,2% rispetto a marzo, ma anche per questa fascia d’età la diminuzione di quanti cercano attivamente un lavoro è purtroppo compensata dall’aumento del 2,6% del tasso d’inattività che ad aprile tra i 15 e i 24 anni raggiunge il picco del 78,6%.