Cosenza, non ricevono lo stipendio da mesi. Scioperano i lavoratori della Siarc

Hanno aspettato oltre tre mesi, invano. Hanno cercato una mediazione in Prefettura, invano. Hanno occupato pacificamente la sala di rappresentanza del Palazzo del comune di Cosenza, ma nessuno li ha ricevuti. 

E' piuttosto disarmante la situazione che si trovano ad affrontare, insieme ai propri rappresentanti sindacali, i lavoratori della Siarc di Cosenza impiegati nel servizio mensa delle scuole cittadine.

All'insesibilità mostrata verso le problematiche di queste persone, si aggiunge l'incapacità del comune cosentino di saldare le pendenze con la società Siarc (che ammonterebbero a circa 600mila euro), nè di dare un congruo antipico.

Per questo motivo, lo SNALV e le altre sigle sindacali hanno proclamato lo sciopero. "Non è più possibile continuare a lavorare senza percepire lo stipendio - ha affermato il nostro segretario regionale, Antonio Lento - anche perchè si tratta di cifre misere di contratti part-time alcuni dei quali di sole dieci ore settimanali. Se è vero che la Siarc non può far fronte ai pagamenti in quanto non percepisce il saldo delle fatture, da parte del Comune, che a sua volta si trincera dietro il dissesto finanziario, non s'intravede alcun futuro per il servizio di refezione delle scuole cosentine. La situazione del Municipio bruzio - ha rimarcato il segretario - è quella ormai risaputa di un ente fallito in attesa della nomina dei commissari e per questo motivo non riesce comunque ad erogare quelle che sono le spettanze di quest'azienda. Il problema maggiore è che la cattiva gestione amministrativa ricade su questi lavoratori oltre che su tutti i cittadini, in particolare sui bambini, che dovrebbero usufruire del servizio della mensa scolastica. I lavatorori che Sabato mattina si sono recati in Municipio occupando la sala di rappresentanza si sono trovati di fronte a una scena disarmante: nessun amministratore presente, compreso il sindaco Occhiuto, palesando la totale indifferenza verso i problemi dei lavoratori senza sitpendio. Un Comune allo sbando, ormai - sottolinea Antonio Lento - in cui era evidente anche la difficoltà incontrata dai funzionari nell'incrociare lo sguardo di questi lavoratori".