Congedo di paternità: come e quando chiederlo

Il padre lavoratore ha diritto ha 5 giorni di congedo obbligatorio nei primi 5 mesi di vita del bambino; inoltre ha diritto ad un altro giorno di assenza dal lavoro, nel caso in cui la mamma decida di non avvalersi del proprio congedo di maternità.

E’ quanto previsto dal cd. congedo di paternità, introdotto per la prima volta nel 2012 al fine di sostenere una maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia.

Si distinguono, dunque, due tipi di congedi di paternità: quello “obbligatorio” e quello “facoltativo”.

CONGEDO DI PATERNITA’ OBBLIGATORIO

  • è fruibile dal padre entro il quinto mese di vita del bambino e, quindi, anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice;
  • è fruibile dal padre adottivo o affidatario ed il termine del quinto mese decorre dall’effettivo ingresso in famiglia del minore nel caso di adozione nazionale o dall’ingresso del minore in Italia nel caso di adozione internazionale;
  • è retribuito al 100% e l’indennità è anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata con l’INPS (fatti salvi i casi in cui sia previsto il pagamento diretto da parte dell’Istituto);
  • non può essere frazionato ad ore.

 

CONGEDO DI PATERNITA’ FACOLTATIVO

  • È condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità
  • va fruito dal padre comunque entro il quinto mese dalla data di nascita del figlio indipendentemente dal termine ultimo del periodo di astensione obbligatoria spettante alla madre a fronte di una preventiva rinuncia della stessa di un equivalente periodo;
  • è fruibile dal padre adottivo o affidatario ed il termine del quinto mese decorre dall’effettivo ingresso in famiglia del minore nel caso di adozione nazionale o dall’ingresso del minore in Italia nel caso di adozione internazionale;
  • è retribuito al 100% e l’indennità è anticipata dal datore di lavoro e successivamente conguagliata con l’INPS (fatti salvi i casi in cui sia previsto il pagamento diretto da parte dell’Istituto);
  • non può essere frazionato ad ore.

 

 COME FARE LA RICHIESTA

Ai sensi dell’art. 3 del DM 22 dicembre 2012, per poter usufruire dei giorni di congedo il padre deve comunicare per iscritto, al proprio datore di lavoro le date in cui intende fruirne, con un anticipo di almeno 15 giorni, ed ove richiesti in relazione all'evento nascita, sulla base della data presunta del parto.
Dal canto suo il datore di lavoro comunica all'INPS le giornate di congedo fruite, attraverso il flusso UniEemens.
Alla domanda di congedo facoltativo il padre lavoratore deve allegare una dichiarazione della madre di non fruizione del congedo di maternità a lei spettante per un numero di giorni equivalente a quelli da lui richiesti, con conseguente riduzione del congedo di maternità. La dichiarazione di non fruizione della madre va presentata anche al datore di lavoro della stessa a cura di uno dei due genitori.

CONGEDO DI PATERNITA’ PER DETERMINATI EVENTI

Esiste, infine, un’ulteriore tipologia di congedo di paternità, fruibile nel caso in cui si verifichino determinati eventi riguardanti la madre:

  • morte della madre: in tal caso il padre dovrà presentare all’INPS la domanda indicando i dati della madre e la data del decesso;
  • grave infermità della madre: nel caso di specie occorrerà presentare all’Istituto adeguata certificazione medica per permettere la valutazione della compatibilità dell’infermità in relazione all’assolvimento dei compiti di assistenza e cura del neonato;
  • abbandono del figlio: qualora il figlio non sia stato riconosciuto dalla madre basterà una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà mentre in caso di riconoscimento da parte della madre occorrerà specificare i dati del provvedimento dell’Autorità giudiziaria o copia dell’istanza diretta ad ottenere il provvedimento;
  • affidamento esclusivo: in questo caso il padre affidatario dovrà comunicare i dati del provvedimento giudiziario.

Tale tipologia di congedo di paternità spetta per il periodo di congedo di maternità non fruito dalla lavoratrice madre, mentre in caso di madre non lavoratrice, l’INPS riconosce solo il diritto a fruire del congedo de quo fino al terzo mese dopo il parto.