Caso Villa Margherita, dopo le Regionali il silenzio

MODENA, 21/02/2020 – “Ricordate le tante foto ostentate e pubblicate riguardo agli scioperi di Villa Margherita di Modena durante tutta la campagna elettorale per le Regionali? Una casa di riposo a cui si contesta, da parte di una sigla sindacale (la Cgil ndr) l'applicazione del Contratto nazionale Anaste. Da cittadino, mi indigno. Gli inconsapevoli lavoratori sono stati strumentalizzati da alcune forze politiche per le elezioni regionali”. A parlare sul caso di Villa Margherita è Vincenzo Paldino, segretario regionale Snalv Confsal.

“Andare davanti ad un presidio muniti di spille al petto di una forza politica che concorre alle elezioni Regionali è già di per sè deplorevole e devo dire che i cittadini Emiliano Romagnoli l’hanno capito, visti i risultati di questi campioni con la spilla al petto (il riferimento è a L'Altra Emilia Romagna ndr). Ma abbandonare i lavoratori appena dopo le elezioni è vomitevole. Cosa si fa per qualche voto, ma si può speculare sui bisogni dei lavoratori in questo modo? In un mese 4-5 scioperi e presidi (che fra l'altro pagano i lavoratori stessi), dal 27 gennaio il nulla. Ma i lavoratori hanno risolto i problemi? O forse stanno capendo che sono stati strumentalizzati?”.

 

“Nel merito - aggiunge Paldino - sui presunti 'Ccnl pirata' sottoscritti dalla Confsal ricordo l'autorevole firma di Cesare Damiano con la collaborazione di due professori dell'Università di Verona ed una relazione di Tiziano Treu che afferma come i contratti sottoscritti dalla Confsal non solo non siano 'pirata' ma rappresentino un'opportunità. È vomitevole ancora usare e strumentalizzare i lavoratori per innescare una guerra fra sindacati e per avere un attimo di visibilità politica. Una volta i grandi sindacati scioperavano per avere diritti dai datori di lavoro, adesso invece non ci si siede ai tavoli e poi si fa sciopero non contro il datore di lavoro, ma contro altri sindacati che in modo responsabile quel tavolo lo hanno affrontato. Si spinge poi su Comune e Regione per togliere l'accreditamento ad una struttura che non applica il Contratto nazionale gradito a questi pontificatori di diritto sindacale, così poi i posti di lavoro li perdono tutti. Ma tanto a loro non interessa nulla dei posti di lavoro, a questi signori interessa avere l'esclusiva”.