Assunzioni PA: deroga al concorso solo in casi straordinari

Il Tar del Lazio (Roma, Sezione III bis, con la sentenza n. 7889 del 18 giugno 2019) ha delimitato La facoltà del legislatore di introdurre deroghe al principio del pubblico concorso (art. 97 Costituzione).

L’oggetto del giudizio è stato il  “concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell’infanzia e primaria” emanato con il decreto del direttore generale per il personale scolastico pubblicato in data 9 novembre 2018.

La Corte ha precisato che – essendo il concorso “straordinario” – la deroga alla regola del concorso pubblico è ammessa solo quando essa sia funzionale esse alle esigenze di buon andamento dell'amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle.

Compete al legislatore, nel rispetto dei limiti di non arbitrarietà e ragionevolezza, individuare i casi eccezionali in cui il principio del concorso può essere derogato.

Il meccanismo introdotto dal legislatore prevede dei concorsi di carattere straordinario (con svolgimento di una sola prova orale senza articolarsi in una procedura selettiva per merito comparativo) e riservati, al fine di superare il precariato esistente e per porre un rimedio ad alcune situazioni peculiari (quale quella dei diplomati magistrali ante 2001/2002), per poi, a regime, prevedere dei concorsi ordinari con carattere biennale.

 

Se pensiamo che negli ultimi 10 anni il personale degli enti locali si è ridotto di quasi 100.000 unità (circa il 20% in meno), la stabilizzazione dei dipendenti con contratto a termine è un’esigenza, non più rinviabile, per la Pubblica Amministrazione.