ASSUNZIONI NELLA PA: BASTA CONFUSIONE

ASSUNZIONI NELLA PA: BASTA CONFUSIONE!
Il Turnover al 100% era già previsto. Ora serve altro

 Il punto dello SNALV – Enti Locali

ROMA, 12/11/2019 – Giungono, in questi giorni, campane in festa e urla di giubilo per le tanto decantate “nuove assunzioni” nella PA. Una rivoluzione negli uffici pubblici ove, a detta della neo-ministra Dadone, faranno il loro primo ingresso da impiegati ben 500 mila giovani.

I toni trionfalistici di queste ore, tuttavia, necessitano di un chiarimento.

Lo sblocco del turnover rappresenta - a tutti gli effetti - un importano passo in avanti per il rispristino dell’efficienza e dell’affidabilità dei servizi resi ai cittadini. Gli Enti Locali, in particolare, hanno subito un blocco delle assunzioni pluriennale tale da paralizzare, in molti casi, l’attività delle Amministrazioni o da comportare enormi carichi di lavoro sul carente personale in forza.

Di tutto ciò, e molto dettagliatamente, se ne era già parlato l’anno scorso. Sembra paradossale, a distanza di oltre un anno, ritornare sugli stessi provvedimenti come se fossero frutto di una nuova statuizione legislativa.

Di fatto, la Legge di Bilancio n.145 del 2018 – approvata dal precedente Governo Conte I nell’ultimo giorno utile – aveva sancito lo sblocco del turnover, ossia la possibilità per gli Enti Pubblici di assumere un contingente di personale pari al 100% della spesa relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente. In base alla stessa disposizione, le Amministrazioni Centrali potevano beneficiare delle nuove possibilità assunzionali a partire dal 15 Novembre 2019.

Successivamente, il Decreto Crescita aveva previsto un nuovo meccanismo basato non più sulla spesa del personale cessato negli anni precedenti, ma sulle effettive capacità finanziarie del singolo Ente.
La normativa, grazie ad un Decreto attuativo del 3 Settembre 2019, è stata recentemente resa operativa per le Regioni a statuto ordinario.

Importanti passi in avanti che appartengono, tuttavia, ad “epoche” politiche differenti. Il neo Ministro della PA, Fabiana Dadone, non ha dovuto far altro che osservare l’entrata a regime delle norme già approvate e annunciare, con enfasi probabilmente sproporzionata, l’avvio delle nuove assunzioni anche per le Amministrazioni Centrali.

Ma i nodi cruciali restano.

Lo SNALV denuncia da oltre due anni il grave deficit di personale che colpisce molti Comuni, soprattutto di medie-piccoli dimensioni ubicati nel Sud Italia.

Da una nostra ricerca, è emerso che circa la metà di questi comuni ha una dotazione organica media inferiore del 30% rispetto al parametro fissato dal D.M. Ministero dell’Interno del 10/04/2017 sul rapporto tra dipendenti e popolazione per gli enti in condizione di dissesto per il triennio 2017-2019. Per fare un esempio, un comune di 20.000 abitanti ha in servizio circa 88 unità a fronte delle 126 di cui necessiterebbe, con gravi ripercussioni sui servizi resi ai cittadini.

Molti di questi comuni versano, inoltre, in situazioni di deficit finanziario tale non poter fruire delle nuove norme sulle assunzioni.

Per tale motivo, come ribadito in più occasioni, lo SNALV reputa improduttiva la scelta di fissare un tetto massimo (turnover al 100%) indistintamente per tutti gli Enti del comparto e propone di procedere alle nuove assunzioni in base alle specifiche esigenze dei singoli enti, introducendo il parametro “grave carenza di organico” e consentendo, agli Enti che si trovano al di sotto di questa soglia, il superamento del turnover al 100%.

E’ necessario, infine, un piano di affiancamento tra i funzionari - in procinto di accedere alla pensione – ed i nuovi impiegati: l’esperienza acquisita nel tempo è un elemento indispensabile per rendere i giovani neo-assunti immediatamente operativi.

 

Fin quando il Ministro Dadone non si farà carico di queste problematiche, ascoltando la voce di chi quotidianamente convive con le criticità degli Enti Locali, il nostro sindacato non può ritenersi per nulla soddisfatto.