Assenza alla visita fiscale ammessa soltanto in caso di “urgenza”

L’art. 5, comma 14, del Dl 469/1983 prevede che «qualora il lavoratore, pubblico o privato, risulti assente alla visita di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto» al trattamento economico di malattia.

Secondo la Cassazione (ordinanza del 1° ottobre 2019, n. 24492) si ha giustificato motivo non solo in caso di “forza maggiore”, ma anche per un’improvvisa e cogente situazione di necessità che renda indifferibile la presenza del lavoratore in luogo diverso dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità.

Il contenzioso è sorto dal ricorso di un dipendente delle poste che, senza aver dato alcuna preventiva comunicazione, era risultato assente alla visita medica di controllo domiciliare effettuata dall'Inps, adducendo che l'assenza alla visita fiscale, avvenuta alle ore 11.35 del mattino, era avvenuta per giustificato motivo poiché la notte precedente aveva dovuto accompagnare il figlio di sette anni al pronto soccorso per problemi di salute. Il bambino era stato dimesso all'alba e ricoverato, senza urgenza, il mattino successivo.

La Corte territoriale aveva quindi ritenuto che l'assenza del ricorrente alla visita di controllo non fosse giustificata, in quanto esclusivamente un ricovero urgente in orario corrispondente alla visita fiscale avrebbe potuto giustificare l'assenza, mentre il ricovero ordinario (o visita di controllo) avvenne nel corso della tarda mattinata e non aveva alcuna caratteristica dell'urgenza. Inoltre, la situazione non precludeva la possibilità di una previa comunicazione dell'assenza al datore di lavoro.

La Cassazione, condividendo quanto esposto dalla Corte d’appello, ha escluso il nesso necessario a giustificare il lavoratore, tra il momento dell'urgenza e l'allontanamento dal domicilio durante le fasce di reperibilità. Tale nesso, «effettivamente sussistente in orario notturno (al primo accesso al Pronto soccorso), non era sussistente al tempo della visita fiscale, avvenuta in tarda mattinata, quando nessuna urgenza era stata dimostrata dal lavoratore idonea a giustificare l'allontanamento dal domicilio durante le fasce di reperibilità, nonché il mancato previo avviso di allontanamento al proprio datore di lavoro».