Assegno di ricollocazione, prevista una verifica aggiuntiva

I disoccupati da non più di due anni o di età inferiore a 29 anni, i beneficiari di Naspi o di altro ammortizzatore sociale e coloro che ne abbiano terminato la fruizione da non più di un anno, oppure chi negli ultimi due anni ha sottoscritto il patto di servizio con i centri per l’impiego (Cpi), avrebbero dovuto ricevere automaticamente dall’Anpal l’assegno di ricollocazione dopo 30 giorni dal primo accredito del reddito di cittadinanza (Rdc).

Ma la delibera 5/2019 della stessa Anpal prevede un ulteriore preventivo passaggio al Centro per l’impiego.

 

Diversamente da quanto indicato nel decreto legge 4/2019, la delibera dispone che il centro per l’impiego territorialmente competente convochi il beneficiario di Rdc per accertarsi della sussistenza di eventuali condizioni di esonero o di esclusione degli obblighi, oltre che per verificare se il soggetto sia effettivamente tenuto alla stipula del patto per il lavoro. Il Cpi deve comunicare all’Anpal che può erogare l’assegno di ricollocazione (AdR) non oltre i 60 giorni dal riconoscimento del reddito. In assenza di questa comunicazione, l’assegno AdR è comunque rilasciato da Anpal, ma per il centro inadempiente scatta una sorta di commissariamento con l’attivazione dell’assistenza tecnica di Anpal servizi, al fine di facilitare il corretto rispetto delle procedure.