Arriva il contratto di espansione: ecco di cosa si tratta

Arriva il contratto di espansione, un nuovo strumento per gestire le riorganizzazioni aziendali. La misura – prevista da un emendamento dei relatori al DL crescita, riformulato e approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera - vale in via sperimentale per il 2019 e 2020, e si applica alle imprese con più di mille dipendenti.

Al fine di agevolare le nuove assunzioni, le grandi imprese potranno licenziare i lavoratori più anziani offrendo loro in cambio un prepensionamento anticipato fino a 5 anni - a carico delle aziende stesse - con un’indennità commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Ne potranno giovare, su base volontaria, i lavoratori che si trovano a non più di 60 mesi dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata.

Il contratto di espansione dovrà essere stipulato tra azienda, Ministero del Lavoro e sindacati più rappresentativi. Il contratto dovrà necessariamente indicare, relativamente alle professionalità in organico, la riduzione complessiva media dell’orario di lavoro e il numero dei lavoratori interessati, il numero dei lavoratori che possono accedere al prepensionamento.

Il sindacato, assieme all’azienda, dovrà infine individuare le professionalità a rischio e favorire la riduzione oraria dei lavoratori affinché possano essere impiegati nei processi di riqualificazione e formazione con l’obiettivo di conservare l’occupazione. Tutto il processo sarà accompagnato dal riconoscimento da parte dello Stato della Cassa integrazione straordinaria per 18 mesi.