Allarme dello SNALV: rischio di oltre 5000 esuberi tra gli ex LSU da stabilizzare nella scuola

Roma, 22/11/2019 - L'esubero degli ex L.S.U. Scuole interessati alla stabilizzazione potrebbe superare di gran lunga il previsto numero delle 5000 unità.

Il rischio di un nuovo caso ILVA è forte, con la differenza che i carnefici di questa possibile macelleria sociale non sono i vertici di una multinazionale logorati dalla brama di “profitto”, ma i rappresentanti del precedente e dell’attuale Governo che – in oltre 10 mesi – non sono riusciti a trovare una soluzione adeguata per la vasta platea di lavoratori coinvolti.

E’ questa la preoccupazione espressa dallo SNALV Confsal a ridosso dell’incontro tenutosi il giorno 19 u.s. con il Sottosegretario alla pubblica istruzione dott. De Cristoforo.

Potrebbero essere circa 7000, infatti, i lavoratori che rischierebbero di rimanere fuori della stabilizzazione nelle scuole.

«L’incontro si è svolto con un clima di reciproca comprensione e di collaborazione», afferma il Segretario dello SNALV Maria Mamone, coadiuvata dai dirigenti Antonio Lento e Giuseppe Morrone. Nel corso dell’incontro si è preso atto delle difficoltà esistenti nel dover procedere con celerità alla internalizzazione dei lavoratori addetti alle pulizie delle scuole e per i quali sono state aperte le procedure di licenziamento collettivo.

Lo SNALV ha rappresentato al Sottosegretario De Cristoforo la necessità di una proroga degli appalti al fine di individuare con certezza il numero degli esuberi e successivamente adottare procedure tali da non disperdere alcun posto di lavoro.

In attesa del decreto attuativo che regolamenti la stabilizzazione degli ex LSU a partire da gennaio 2020 e rispetto a una serie di dati non ancora certi per il Ministero, lo SNALV ha avanzato una serie di richieste e di proposte.

In primis conoscere con certezza la platea dei lavoratori a cui si riferirà il decreto, la proiezione degli esuberi in rapporto ai posti accantonati, conoscere il dato attendibile sulla proporzione di utilizzo tra le varie regioni o province, anche in ragione delle ore lavorate, strutturazione e fungibilità della graduatoria.

Le risposte a questi interrogativi per lo SNALV sono di estrema importanza se consideriamo che ad oggi il Ministero ha preso in esame le 16000 unità lavorative esclusivamente dai dati degli esuberi indicati negli elenchi delle procedure di licenziamento collettivo fornite dalle aziende.

Per queste ragioni lo SNALV ritiene che gli esuberi, allo stato, non sono quantificabili e comunque di gran lunga superiori a quelli ad oggi individuati.

Nell’incontro è emerso che rispetto alle necessità organiche individuate dal MIUR l’esubero non può essere gestito esclusivamente dallo stesso Ministero: occorre altresì introdurre la mobilita interregionale e l’utilizzo dell’istituto del contratto part time.

«In questo clima di incertezza, come SNALV», sostiene ancora il Segretario Maria Mamone, «riteniamo che nessun lavoratore che per anni è stato utilizzato per queste attività di servizi debba rimanere fuori e lasciato per strada. Per lo SNALV occorre individuare percorsi di stabilizzazione alternativi e diversi.» A questo proposito tra le proposte che lo SNALV ha inteso consegnare al Sottosegretario Giuseppe de Cristoforo vi sono la necessità di una proroga, se pure breve, PER l’impiego di parte del personale in esubero nei servizi di piccola manutenzione, attraverso l’utilizzo delle risorse disponibili dal programma di interventi di decoro e piccola manutenzione degli edifici scolastici (cd. Scuole Belle), la possibilità di costruire un percorso di prepensionamento ad hoc e ogni altra soluzione che sia tale da salvaguardare tutti i posti di lavoro a rischio.

Lo SNALV da parte sua auspica l’istituzione di un tavolo di concertazione congiunto con il Ministero del Lavoro e a tal fine si è già mosso per richiedere tale incontro, auspicando un celere riscontro da parte degli Enti preposti.