Aggressioni al personale sanitario: in arrivo nuovo DdL

Ddl Antiviolenza per operatori sanitari: dopo anni di attesa, finalmente sembra che sia stato trovato un accordo per aumentare le pene a chi aggredisce, verbalmente o fisicamente, il personale sanitario nello svolgimento delle sue funzioni.

Il testo del Ddl è stato approvato in Commissione Sanità, al Senato, ed ora aspetta di essere calendarizzato in Aula per la votazione finale. La riforma andrebbe ad aumentare le tutele per medici, infermieri ed OSS.

Infatti, secondo il Ddl Antiviolenza, l’aggressione al personale sanitario è da considerarsi un’aggravante rispetto al normale reato di aggressione; la ragione è semplice: chi aggredisce un sanitario a lavoro, non solo nuoce ad una persona, ma commette un reato contro tutti i cittadini perché priva la comunità del personale medico-sanitario necessario.

La Commissione Sanità istituita presso il Senato della Repubblica ha dato il via all’iter di approvazione del Ddl Antiviolenza per operatori sanitari. Adesso la palla passa alle Camere, che dovranno esprimere il parere finale.

Il ddl agisce su due fronti:

  • da una parte prevede circostanze aggravanti di reato per chi aggredisce verbalmente o fisicamente medici, infermieri e personale OSS, durante lo svolgimento delle funzioni;
  • dall’altra parte istituisce l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli operatori sanitari, presso il Ministero della Salute, centro adibito al monitoraggio degli episodi violenti e all’attuazione delle misure preventive e di repressione del fenomeno.

Dunque, le aggressioni contro il personale sanitario diventano procedibili d’ufficio, ovvero sempre perseguibili dalla legge, a prescindere dal momento in cui l’aggressione è avvenuta, anche senza la volontà della persona aggredita, e le sanzioni vengono notevolmente aumentate.

Tra i vari emendamenti depositati in calce al Ddl Antiviolenza, è di particolare importanza quello presentato da Gianfranco Rufa (Lega) che prevede l’equiparazione tra la violenza contro il personale sanitario e quella contro i pubblici ufficiali: quindi, chi aggredisce un sanitario nello svolgimento delle funzioni rischia, nelle ipotesi più gravi, fino a 16 anni di detenzione.

Adesso si attende la calendarizzazione dell’esame alla Camera.